L’adenite sebacea negli akita

  

L’adenite sebacea (SA) è una malattia della pelle. Ad oggi le cause di questa patologia non si conoscono. La maggior parte dei cani colpiti da SA rimangono gli stessi cani felici di sempre e richiedono le stesse attenzioni da parte dei proprietari di prima. La SA è un infiammazione delle ghiandole sebacee che procura una reazione autoimmune che colpisce primariamente i sebociti e/o il sebo , provocando la loro completa distruzione; le ghiandole sebacee si trovano nella pelle del cane e servono per lubrificare e proteggere la pelle. Non esiste ancora un medicinale efficace al 100% per curare I cani affetti. La nostra continua ricerca indica che negli Akita ci sia un eredità mendeliana che si manifesta in una varietà di modi. Per supportare la nostra ricerca abbiamo bisogno dei pedigree dei cani sintomatici (solo cani che sono stati testati e diagnosticati dal veterinario) insieme ai campioni di sangue con l’esame EDTA.

Contatto: PD DR. I. Pfeiffer - email: ipfeiff@gwdg.de





Adenite Sebacea ( SA) negli Akita

Una nuova prospettiva! Cambiando il mondo attraverso la ricerca per la salute dei cani – 

 

SA- La storia

Etologia della patologia:

Colpisce sia maschi che femmine

I primi segni monitorati : 2 anni

Il colore del pelo non è un fattore


Analisi della segregazione

Eredità mandeliana della SA

Pedigree- Informazioni su una famiglia di Akita diagnosticata con l’adenite sebacea (SA)

Fondatore/generazione

Analisi del pedigree

Maschio sano (36 Akita)

Maschio affetto da SA (9 Akita)

Femmina sana (35 Akita)

Femmina affetta da SA (3 Akita)

Femmina affetta da SA (3 Akita)







Diverse forme di SA:

1-    Forma veloce

2-    Forma silenziosa

Attivata spesso da stress: es – gravidanza

Non esiste cura ad oggi per riparare le ghiandole sebacee distrutte






 

ADENITE SEBACEA NEL CANE

 

L'Adenite Sebacea è  una malattia che colpisce anche gli akita: è un processo infiammatorio che ha come bersaglio le ghiandole sebacee  causandone la progressiva distruzione. Ha una maggiore incidenza nelle seguenti razze: Samoiedo, Viszla, Barbone Gigante, l'Akita Inu. Per il Barbone Gigante e l'Akita Inu sembra esserci anche una  componente a base ereditaria legata ad un gene autosomico recessivo. 

L'eziopatogenesi della malattia è assai confusa. Si possono formulare diverse ipotesi tra le  quali: 

un difetto strutturale primario delle ghiandole sebacee e dei loro dotti responsabile di una  perdita di sebo nel derma con reazione infiammatoria da corpo estraneo; 

una reazione immuno-mediata o autoimmune che ha per bersaglio le ghiandole sebacee; 

un difetto di cheratinizzazione che provoca l'ostruzione dei dotti ghiandolari sebacei e  l'infiammazione ghiandolare; 

un'anormalità del metabolismo lipidico che si ripercuotono sui processi di cheratinizzazione  e sulla produzione del sebo.

 

L'Adenite Sebacea si manifesta nei soggetti in età giovanile-adulta e sembra avere un andamento ciclico caratterizzato da fasi di remissione e recidive indipendenti dai trattamenti farmacologici impiegati. Esistono importanti variazioni dei quadri clinici con cui l'Adenite Sebacea si manifesta le lesioni sono apprezzabili inizialmente sui padiglioni auricolari, sulla testa e lungo la linea dorsale mediana fino ad estendersi successivamente lungo la superficie ventrale del collo e al resto del tronco. Sulla cute di questi soggetti sono osservabili lesioni cutanee quali: papule, pustole,  croste e detriti cheratosebacei giallo-brunastri. Il mantello presenta un aspetto untuoso. Il  prurito non è un segno clinico di questa malattia ma con l'istaurarsi di infezioni batteriche o/e  micotiche può rappresentare, insieme a quest'ultime, una complicanza. 


La diagnosi definitiva di Adenite Sebacea viene effettuata attraverso l'esame istologico. 

I soggetti affetti da questa malattia possono presentare tre fasi con un quadro istologico ben definito quali: 

fase precoce caratterizzata dalla presenza di un infiltrato infiammatorio di modesta entità localizzato a livello dell'istmo follicolare; 

fase in pieno sviluppo della malattia caratterizzata dalla presenza di un imponente infiltrato incentrato sulle ghiandole sebacee; 

fase tardiva caratterizzata dalla scomparsa delle ghiandole sebacee con fibrosi perifollicolare 



LA SALUTE DELL’AKITA a cura di Giovanna Rossi

ADENITE SEBACEA


Cari amici akitisti,
l’amore per una razza deriva dalle emozioni che essa suscita in noi. Può trattarsi di simpatia, utilità, puro piacere estetico, ammirazione per caratteristiche di forza, coraggio, ardore...D’altronde amare una razza non significa solo goderne delle caratteristiche positive ma anche cercare di contribuire a migliorarla.

Gli allevatori compiono notevoli sforzi per selezionare i soggetti migliori, sforzi tesi a perfezionare gli aspetti estetici e caratteriali dei propri prodotti, ma devono fare attenzione a non dimenticare un aspetto fondamentale: la salute.
Il moderno allevamento canino deve basarsi sul raggiungimento di tre obiettivi fondamentali: salute, carattere, bellezza. Come potremmo godere appieno della compagnia dei nostri amici se colpiti da malattie che ne causino sofferenza?

La nostra razza è affetta da una serie di patologie, spesso di tipo dermatologico, di certo o supposto carattere ereditario. L’adenite sebacea è una di queste. Studi condotti in Svizzera ne hanno dimostrato l’ereditarietà; ora abbiamo la possibilità di poter studiare a fondo le caratteristiche del DNA dei cani affetti per individuare quale è il gene responsabile: è nato infatti un progetto di ricerca fondato sulla collaborazione tra JKC, WUAC e Facoltà di Medicina Veterinaria di Göttingen in Germania.

Gli studi sulle malattie genetiche del cane non sempre hanno avuto successo e spesso ciò è stato determinato dalla mancanza di collaborazione tra veterinari e allevatori/proprietari. Questo deve essere il punto fondamentale di un qualsiasi programma di ricerca e controllo delle malattie ereditarie: senza collaborazione non può esserci alcun risultato e per raggiungere il fine è necessario che entrambe le parti ne traggano vantaggio. I veterinari, sia pratici che ricercatori, devono essere interessati a capire i perché di una patologia e cercare di prevenirla e curarla, gli allevatori devono essere interessati a poter utilizzare i propri stalloni e fattrici nella piena certezza che la progenie sia esente da problemi di natura ereditaria. Ciò contribuisce ad aumentare il valore del proprio lavoro e credo che la convenienza sia assoluta.

SOGGETTO CON ADENITE SEBACEA IN STADIO AVANZATO

In Paesi in cui questa collaborazione c’è stata, ad esempio
la Gran Bretagna e la Svezia, si è riusciti a diminuire
drasticamente la presenza di alcune malattie nella popolazione canina di determinate razze.
Ora abbiamo anche noi la possibilità di poter partecipare ad un programma di ricerca e controllo e cerchiamo di non perderne l’occasione!
Ecco quello che bisogna fare: tutti i proprietari (allevatori e privati) di akita cui è stata fatta diagnosi di adenite sebacea dovrebbero inviare fotocopia del pedigree, due campioni bioptici cutanei e due campioni di sangue (2 ml in EDTA) al seguente indirizzo:
Dr. Ina Pfeiffer, University of Göttingen, Groner Landstrasse 2, 37073 Göttingen
e-mail: ipfeiff@gwdg.de
I campioni devono essere inviati in contenitori isolanti (Styrofoam) con ghiaccio secco. Rivolgetevi al vostro veterinario affinché si occupi della pratica.
Tutti i dati saranno sottoposti a severe regole sulla privacy e non verranno mai divulgate notizie riguardo ai singoli akita affetti e a i loro allevatori proprietari.
Potrebbe essere previsto un contributo per le spese veterinarie e di spedizione da parte dei singoli membri della WUAC.
Si tratta di un programma importante e la vostra collaborazione potrebbe molto preziosa: ricordate che l’attenzione per la salute è un presupposto fondamentale per un corretto rapporto uomo-animale, rapporto che noi giornalmente abbiamo e cerchiamo con i nostri orgogliosi amici dagli occhi a mandorla.

Dr. Filippo De Bellis, med. vet. 

 
 
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