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EFFETTO HACHIKO
Dopo la sola presentazione del film arrivano già richieste
"inaccettabili" di squali approfittatori pronti a cavalcare l'onda del
successo che coinvolgerà, da questo natale, i nostri splendidi Akita.
L'ignoranza è già venuta fuori!!!
Persone che chiedono coppie di Akita, proponendo divisione dei guadagni,
altri che cercano il maschio da far accoppiare con la femmina del
parente o del vicino, o addirittura chi chiede anche il padre della
stessa femmina, purché ci sia un maschio che la monti e le faccia
sfornare cuccioli che possono portare guadagno! Purtroppo dal 17
ottobre,sono queste le richieste che hanno cominciato a fare!!!
Il problema non sarà per le prime cucciolate, ma per le successive,
quando tanti si accorgeranno che l'Akita non è un cane da compagnia per
tutti, quando inizieranno ad avere problemi con il cane persone che non
sono capaci di gestire un cane, né tantomeno un Akita, li inizieremo a
vedere nelle nostre strade e nei nostri canili!!! Il film mette in luce
solo le meravigliose caratteristiche di questa splendida razza, ma non
dà alcun cenno a quelle peculiarità caratteriali che fanno dell'Akita un
cane fiero e, sulla scia della moda, non avremo più futuri proprietari
che quando cercheranno un cucciolo avranno già letto tutta la storia
della razza e le sue caratteristiche caratteriali ma lo desidereranno
semplicemente
per moda!!! Allevatori,questo è un invito a tutti!!!
Noi che fin'ora abbiamo allevato con amore e coscienza,incontriamoci e
discutiamo per evitare che avvenga il disastro…………………..
Alcune indicazioni (fonte SOS Husky)
DOVE ACQUISTARLO
Se avete davvero deciso di prendere un Akita, ben consci del tipo di
cane con cui dovrete dividere un lungo periodo della vostra vita, siete
arrivati al momento più delicato: dove acquistare il cucciolo?
Le possibili fonti sono moltissime: la più sicura, e quella che vi
consigliamo caldamente, è un buon allevamento.
Infatti l'allevamento non produce (come alcuni credono) "costosi cani da
esposizione", ma
semplicemente cuccioli sani, tipici, selezionati con cura, alimentati
nel modo più corretto ed allevati secondo i migliori criteri
igienico-sanitari. E' evidente che solo con questi presupposti si
potranno ottenere "anche" i grandi cani da show: ma nessun allevatore ha
la pretesa di produrre "solo campioni".
Il suo obiettivo è un'alta percentuale di qualità media, tra cui qualche
soggetto potrà emergere in modo particolare. Agli antipodi del buon
allevamento troviamo gli importatori di cuccioli dall'Est che poi li
distribuiscono attraverso fiere itineranti, "pseudoallevamenti" che in
realtà si nascondono sotto questo nome per mascherare la loro attività
di "cagnari"….. e purtroppo anche negozi di animali. "Purtroppo", la
gente è abituata a rivolgersi al negozio con fiducia, e non si
aspetterebbe di incappare in vere e proprie truffe: ma questo succede
fin troppo spesso. Naturalmente non si può fare di tutt'erba un fascio:
molti negozi sono serissimi e trattano solo cuccioli di provenienza
sicura (talora di allevamento, più
spesso provenienti da cucciolate private, curate nel modo migliore),
alcuni negozianti sono essi stessi allevatori. Un'altra fonte possibile
per l'acquisto del cucciolo è il privato che ha fatto coprire la sua
cagnina, e che pubblicizza la cucciolata con annunci sul giornale o
nella bacheca del veterinario. Qui si può trovare praticamente qualsiasi
tipo di cane, dal figlio di campioni al soggetto di scarsissimo valore.
Quasi sempre il privato cura con molto amore i cuccioli: ma spesso,
purtroppo, non è in grado di scegliere oculatamente l'accoppiamento, e
talora commette anche errori nell'allevamento dei cuccioli (magari in
assoluta buona fede), semplicemente perché non è un esperto. Altri
privati invece hanno acquistato la loro femmina in un buon allevamento,
sono rimasti in contatto con l'allevatore e magari sono tornati da lui
anche per decidere insieme la monta: i risultati, ovviamente, saranno di
qualità assai superiore. Di solito basta un colloquio telefonico per
capire con chi abbiamo a che fare: una successiva
visita ci darà altre indicazioni preziose, ma se anche noi siamo dei
neofiti sarebbe sempre bene farsi accompagnare da una persona che
conosce bene la razza. La più grande difficoltà per il neofita consiste
nel capire quale tipo di venditore ha di fronte: ma è una difficoltà
soltanto apparente, perché basta chiedere un documento di vendita
firmato e timbrato per capire immediatamente se possiamo staretranquilli
o se è meglio scappare.
IL DOCUMENTO DI VENDITA
Il documento di vendita va sempre richiesto a qualsiasi rivenditore:
dall'allevatore (che di solito lo fornisce spontaneamente) al
negoziante.
Solo i privati, non essendo operatori commerciali, non sono tenuti a
fornirlo (ma se rifiutano, la cosa deve farci sorgere qualche dubbio).
Questo documento deve:
a) attestare la provenienza del cucciolo.
In Italia un cucciolo di due o tre mesi non può ancora avere il pedegree,
ma il negoziante è tenuto a certificare la sua fonte di acquisto. Se vi
parla di Paesi dell'Est, rifiutate l'acquisto;
b) se vi è stato detto che si tratta di un cane con pedigree,
attestare il fatto che il cucciolo sia regolarmente iscritto a un libro
genealogico (specificando QUALE);
c) fornire una garanzia sanitaria di almeno
VENTI giorni contro l'eventuale insorgenza di cimurro,
S.AK.I.
SEZIONE AKITA ITALIA
epatite, leptospirosi e parvovirosi. Queste micidiali malattie virali
hanno infatti un periodo di incubazione piuttosto lungo (appunto da 15 a
20 gg.). Un cucciolo che abbia contratto una di queste malattie potrebbe
apparire sanissimo al momento dell'acquisto, ma ammalarsi e morire nel
giro di poche settimane.
Contro tutte queste malattie esistono vaccini perfettamente funzionali,
e se il cucciolo viene allevato in modo corretto e vaccinato all'età
giusta non contrarrà mai queste gravissime patologie: quindi un
rivenditore onesto, conscio che il cucciolo è stato regolarmente
vaccinato, non farà mai obiezioni di fronte a questa richiesta.
Rifiutare, o peggio ancora proporre una garanzia sanitaria di 24 o 48
ore, è un chiaro indice di malafede da parte del venditore. Non
accettate scuse o alibi: non ne esistono. Se il venditore rifiuta di
consegnarvi la garanzia, rinunciate assolutamente all'acquisto del
cucciolo.
L'AKITA GIUSTO PER IL PADRONE GIUSTO
La scelta del cucciolo dipende anche dall'utilizzo che intendiamo fare
del nostro Akita.
In generale: Se volete UN CANE DA SHOW o un cane da adibire a scopi
sportivi (Agility, Obedience ecc.) dovrete assolutamente rivolgervi a un
buon allevatore, l'unico che opera una vera selezione sulle
caratteristiche fisiche e psichiche dei suoi cani.
IMPORTANTE: scegliete solo allevamenti riconosciuti dall'ENCI (Ente
Nazionale Cinofilia Italiana) e specializzati nella razza.
"Specializzato" significa "allevatore di soli akita, o al massimo di
due-tre razze: chi alleva (o sostiene di allevare) cinquanta razze
diverse non può essere un vero allevatore, perché non ha alcuna
possibilità di selezionare accuratamente.
E' già abbastanza impegnativo lavorare con UNA razza, se si vuol
lavorare bene!
Per ottenere indirizzi sicuri si può interpellare la Sezione di Razza
Akita del CIRN (Club Italiano Razze Nordiche) www.saki.it.
Se volete UN CANE DA COMPAGNIA senza particolari pregi morfologici né
caratteriali ogni fonte può essere buona, dallo stesso allevamento al
privato. Certamente nessuno può dare le stesse garanzie
dell'allevamento: ma alcuni privati, come abbiamo detto, producono
ottime cucciolate che talora vendono a un prezzo leggermente inferiore
di quello dell'allevatore, che ha spese gestionali ben diverse.
Il cane da compagnia può essere acquistato anche in negozio, purché vi
accertiate che NON provenga dai Paesi dell'Est, perché questi cuccioli
sono le vittime innocenti di un vero e proprio traffico di animali che
bisogna assolutamente fermare.
L'INDEGNO TRAFFICO DEI CUCCIOLI DELL'EST
Purtroppo molti negozi, alcuni "sedicenti" allevatori e quasi tutte le
"fiere del cucciolo" vendono cuccioli proveniente dai Paesi dell'Est
(soprattutto Ungheria e Romania).
I cuccioli dell'Est non vengono mai vaccinati nel loro Paese d'origine,
non solo per risparmiare soldi, ma anche perché in quei Paesi non
esistono più da tempo malattie come cimurro e parvovirosi.
Infatti, a fianco dei produttori di cuccioli "in catena di montaggio",
ci sono moltissimi allevamenti seri che oltre a produrre cani di qualità
hanno effettuato un ottimo lavoro dal punto di vista sanitario,
debellando le principali malattie virali. Il fatto è che questi sono
appunto "allevatori", e non "produttori indiscriminati" di cuccioli:
bisogna assolutamente distinguere.
I cuccioli di import-export, dopo lo svezzamento precoce e il viaggio
effettuato in condizioni igienicosanitarie che potremmo definire solo
"immorali", arrivano in Italia debilitati, e con un sistema immunitario
che oltre a non essere completamente sviluppato (a causa della giovane
età) è già stato già messo a dura prova. Risultato: il primo virus che
passa nei dintorni trova la strada aperta e colpisce duro.
La mortalità tra questi cuccioli è altissima, ma solo alcuni di essi
muoiono nei capannoni dell'importatore:
la maggior parte finisce la sua breve vita tra le braccia del nuovo
proprietario, perché le più temibili malattie virali hanno un tempo di
incubazione piuttosto lungo (15-20 gg.).
Inutile dire che questi cuccioli, oltre a rappresentare una vera e
propria truffa (quando sopravvivono sono immancabilmente atipici e
talora con seri problemi caratteriali, perché non viene effettuato alcun
tipo di selezione in merito), sono un pericolo per tutti i cani: infatti
rappresentano vere e proprie "culture viventi" per virus come quello del
cimurro, che era praticamente scomparso in Italia prima che
cominciassero le importazioni dall'Est.
Ma perché si importa dall'Est? Semplice: perché i cuccioli costano una
bazzecola.
Il prezzo medio si aggira sui 100,00€ (che per quei Paesi sono una cifra
interessante), e il ricarico per grossista e dettagliante è così alto
che anche se si perde il cinquanta per cento dei cuccioli, vale
ugualmente la pena di trattarli, almeno dal punto di vista economico.
Da quello umano e morale, meglio non parlarne. Come difendersi?
Molto semplice: basta NON acquistare cuccioli dell'Est, chiedendo sempre
al venditore di mettere per iscritto la provenienza del cane, e
rifiutando l'acquisto se vengono nominati questi Paesi.
Non c'è alcun pericolo di perdersi un cane "importante", perché è
verissimo che i bravi allevatori dell'Est producono ottimi soggetti, ma
è anche vero che non li vendono mai a importatori e/o grossisti, così
come non li vendono i bravi allevatori italiani.
In tutto il mondo cinofilo, a qualsiasi latitudine, un buon allevatore
vuole conoscere personalmente la persona che riceverà il suo cucciolo,
parlargli, spiegarli come deve tenerlo e così via.
Quelli che arrivano "a pacchi" sui TIR sono sempre e solo cuccioli
prodotti in "catena di montaggio", di scarso o nullo valore cinotecnico
e sempre fortemente a rischio dal punto di vista sanitario: e il cliente
che pensa di aver fatto "un affare" acquistandoli a un prezzo inferiore
rispetto a quelli praticati dall'allevamento è un povero sciocco. Per un
qualsiasi prodotto X che vale 1000 si deve pagare 1000: sarebbe un vero
"affare" pagare 500 per quello stesso prodotto, ma NON per una
sottomarca che in realtà vale
100. I cuccioli dell'Est rappresentano le "sottomarche" cinofile: e
siccome qualche privato comincia finalmente a capirlo, i negozianti
senza scrupoli si sono fatti furbi e non dicono più da dove arriva il
Cucciolo.
Concludendo:
a) non è detto che "negozio" significhi automaticamente "truffa": molti
negozianti sono persone serissimee possono trovarvi un cucciolo sano e
tipico di allevamento italiano (che però pagherete al giusto prezzo di
un cucciolo sano e tipico);
b) non è detto che "cane dell'Est" significhi automaticamente "cane
brutto e malato": ci sono allevamenti seri che producono ottimi cani.
Questi però non spediscono i cuccioli come pacchi postali e non
accetteranno mai di inviarli a un negozio: dovrete andarveli a prendere
al loro Paese, come succede in tutti gli allevamenti seri del mondo;
c) è sicuramente detto che "cucciolo dell'Est venduto tramite negozio"
(o tramite "fiere del cucciolo" itineranti, o attraverso i sedicenti
"allevatori" che pubblicizzano dieci o più razza diverse) significhi
automaticamente "cucciolo ad alto rischio": questo è un dato di fatto.
Rifiutare l'acquisto di questi cani significa risparmiarsi i problemi
che potete leggere nella seguente lettera, ma anche contribuire a
fermare una "tratta" di animali che possiamo definire soltanto
vergognosa.
LA LETTERA DI MARCO ED ERIKA
Qui di seguito troverete il sunto di una lettera che inviata da due
giovani "vittime" di un negoziante disonesto: leggetela e capirete molto
più di quanto si sia potuto esprimere finora. Chi desiderasse
contattarli direttamente può chiedercelo tramite mail.
Scrivo per raccontare la storia della mia cucciola di Akita di 4 mesi:
SASHA.
Tutto ha inizio con l'acquisto della cagnolina il 07/02/2001 presso un
negozio della nostra città, il quale dice di aver acquistato a sua volta
il cucciolo presso un allevamento di Reggio Emilia. Il prezzo concordato
per il cane era di 700.000 lire, ma la proprietaria del negozio ci fece
lo sconto di 50.000 lire (il costo, cioè, del 3° vaccino che la sera
stessa dell'acquisto ci è stato consigliato di far fare al cucciolo). La
sera del 07/02/2001 andiamo a prendere il cane al negozio: vediamo, così
la bimba.
Bella, bellissima….. il più bel musetto mai visto al mondo. Eravamo
felicissimi e molto soddisfatti e quindi acquistiamo tutto l'occorrente
per la cucciola - ciotole, guinzaglio, mangime ecc. -. Al momento del
pagamento la negoziante ci consegna il pedigree e solo in quel momento
ci dice che la nostra cucciola arriva dall'Ungheria, e quindi il suo
pedigree è ungherese. Lì per lì ci siamo rimasti male perché pensavamo
che, visto che l'aveva presa a Reggio Emilia, il cane fosse italiano:
non aveva alluso mai a cani dell'Est. In fiducia abbiamo pagato il
cucciolo e lei ci ha richiesto soldi in contanti, non assegni.
Abbiamo, quindi, portato il cane a fare la vaccinazione, la sera stessa,
presso l'Ambulatorio Veterinario a cui il negozio manda tutti i propri
clienti. In data 10/02/2001 ritorniamo presso gli stessi veterinari
poiché il cane presenta: diarrea, catarro, forte raffreddore, e viene
curato con antibiotici per 8 giorni.
Il 21/02/2001, ritorniamo all'ambulatorio per il richiamo della
vaccinazione, fatta nonostante il cane avesse ancora raffreddore e
catarro. Il 26/02/2001 il cane presenta di nuovo gli stessi sintomi, ma
in maniera più forte, è stata diagnosticata una congiuntivite (l'occhio
lacrimava e veniva tenuto semichiuso)
che abbiamo curato con antibiotici in gocce. Il giorno 28/02/2001
decidiamo di cambiare Veterinario e ci rechiamo in un altro studio, dove
il cane è stato accuratamente visitato (da noi si dice dalla testa ai
piedi): diagnosi di LARINGITE ACUTA (la cucciola ha dovuto mangiare per
6 giorni omogeneizzati per bambini), FEBBRE (39.7), DIARREA,
CONGIUNTIVITE OCCHIO DESTRO e ci prescrivono di curarlo per 12 giorni
con colliri. Venerdì, 21/03/2001, andiamo alla clinica per una visita di
controllo e facciamo gli esami del sangue alla cagnolina: risulta
anemica. Lunedì, 05/03/2001, ulteriore visita di controllo e la diagnosi
è di otite che dobbiamo curare con antibiotici ai quali aggiungiamo
vitamine. Martedì,
06/03/2001 la bimba è stata ricoverata per una notte per sindrome virale
non ben definita: DIARREA, VOMITO EMORRAGICO e curato con un'iniezione
antivomito. Mercoledì, 07/03/2001, ci restituiscono la cagnolina dopo
un'accurata visita. Il 23/02/2001 facciamo rivisitare la cucciola perché
presenta una pupilla più dilatata dell'altra e di forma irregolare. Su
indicazione dei negozianti la facciamo vedere ad uno specialista in
oculistica per sospetto glaucoma. Verso il 04/04/2001, guarita
all'occhio, la bimba presenta un tic alle zampe posteriori e
all'anteriore destra. In un primo momento pensavamo fosse
causato da una caduta, ma gli spasmi diventavano sempre più frequenti.
Il 05/04/2001 lo passiamo a chiedere il parere a diversi veterinari in
compagnia della proprietaria del negozio, dato che la tenevamo
costantemente informata sulle condizioni della cucciola. Tutti i
veterinari erano concordi sulla diagnosi: sindrome neurologica da
CIMURRO. Andammo ad avvertire la proprietaria del negozio che secondo il
S.AK.I.
SEZIONE AKITA ITALIA.
nostro veterinario alla cucciola restava molto poco tempo da vivere, e
lei ci fece una proposta -
QUANDO IL MIO CANE ERA ANCORA VIVO - dicendoci di aver chiamato un noto
e prestigioso allevamento italiano e di aver chiesto il prezzo di un
cucciolo senza pedigree. Lei ci avrebbe fatto lo stesso prezzo senza
guadagnarci nulla. La Signora era convinta di farci in tal modo un
grosso favore e di darci una grande opportunità: peccato si sia
categoricamente rifiutata di risarcirci del cane dandocene un altro
gratuitamente o restituendoci i soldi, poiché afferma sia impossibile
diagnosticare il cimurro e che assolutamente era impossibile fosse
incubato quando lei ce lo ha venduto.
Abbiamo chiaramente rifiutato quella proposta.
La nostra cucciola,
lunedì 09/04/2001, alle ore 11,25 si è addormentata per sempre tra le
braccia di Erika, piangendo e lamentandosi dal dolore.
Il corpicino della nostra SASHA è stato portato all'Istituto di Anatomia
Patologica di Padova dove è stata fatta l'autopsia ed è stata confermata
la tesi di morte per CIMURRO.
Colgo l'occasione per ringraziare chi mi ha venduto il cane per avere
giocato alla grande con i sentimenti delle persone: a quanto pare per
loro è una cosa abituale. Queste parole le dico perché altre persone che
hanno acquistato il cucciolo in quel negozio sono rimaste deluse come
noi. In teoria i cani venduti da quel negozio sono garantiti per un anno
dalla data di acquisto: alcuni cuccioli muoiono dopo pochi giorni, altri
entro pochi mesi, altri sono affetti da tare genetiche gravi, ma nessuno
di noi riesce a farsi risarcire…..
GRAZIE ANCORA DI CUORE,
Marco ed Erika, IN RICORDO DELLA NOSTRA SASHA
CON O SENZA PEDIGREE?
Molti pensano che una persona a cui non interessano esposizioni e raduni
possa anche prendere un cane senza pedigree, risparmiando una certa
cifra. Bisogna fare però alcune considerazioni:
a) il pedigree non identifica il cane di alta qualità: identifica invece
il cane di pura razza. Un Akita senza documenti (anche se sembra
bellissimo) non può essere definito "Akita": ciò significa che non potrà
partecipare ad alcuna manifestazione cinofila ufficiale e che incontrerà
serie difficoltà anche nella ricerca di un partner. I proprietari di
cani puri non li accoppiano mai con soggetti sprovvisti di pedigree,
perché i cuccioli ne sarebbero sprovvisti (contrariamente a ciò che
alcuni credono, non basta che ce l'abbia un solo genitore) e
perderebbero il loro valore commerciale;
b) chi desidera un Akita, ovviamente, ama le caratteristiche
psico-fisiche tipiche della razza (altrimenti avrebbe potuto scegliere
qualsiasi altro cane, meticci compresi): purtroppo non si può essere
certi di trovare queste caratteristiche in un soggetto senza pedigree,
in cui non è stata eseguita alcuna selezione tesa a mantenerle e a
migliorarle;
c) alcuni allevatori, pur avendo regolarmente iscritto i cuccioli all'ENCI,
preferiscono trattenere il pedigree (cedendo il cucciolo a un prezzo
inferiore) riservandosi di consegnarlo in seguito, su richiesta del
cliente, qualora questi decida per esempio di andare in esposizione, o
di far accoppiare il cane.
Questa soluzione permette a questi allevatori di controllare l'uso
riproduttivo dei loro cuccioli, una volta diventati adulti. Altri
allevatori, però, sono contrari a questo criterio e sostengono che
cucciolo e pedigree dovrebbero essere sempre ceduti insieme.
COME CAPIRE SE IL CUCCIOLO E' SANO E TIPICO
ATTENZIONE: queste indicazioni non permettono in alcun modo di capire se
il cucciolo sta incubando una malattia virale.
Gli occhi devono essere allegri, vivaci e soprattutto puliti.
Un'abbondante secrezione lacrimale è sempre un cattivo segno: se è
fresca può essere sintomo di irritazione (congiuntivite); se è secca
("cispa") è ancor più allarmante perché può essere sintomo di cimurro.
Attenzione: se un solo cucciolo mostra i sintomi di una grave malattia
infettiva, non basta scartare quel soggetto. Con ogni probabilità
l'infezione si è già estesa a tutta la cucciolata, e quel cane (forse
perché è il più debole) è solo il primo a manifestarne i sintomi.
Le mucose devono essere ben pigmentate (nere): fino ai due mesi, però,
la pigmentazione può essere incompleta. Qualche macchietta rosa nel
cucciolo piccolissimo non deve preoccupare: se persistesse dopo i due
mesi, invece, costituirebbe un difetto. La dentatura del cucciolo è
quella da latte, non definitiva, quindi non si può ancora sapere se sarà
completa. Si può già vedere, però, se presenta una corretta chiusura "a
forbice". L'interno delle orecchie deve essere pulito e non emanare
alcun odore. Un odore pungente può segnalare la presenza di acari (rogna
dell'orecchio). L'addome teso o gonfio può segnalare
la presenza di parassiti intestinali. Attenzione: se ha appena mangiato,
anche un cucciolo sanissimo ha il ventre teso e gonfio. In questo caso
bisognerà ripetere l'osservazione dopo qualche ora.
La pelle del ventre dev'essere liscia e rosea e non presentare pustole
e/o arrossamenti.
I testicoli nel Akita maschio talora scendono dopo i tre e addirittura
dopo i quattro mesi. La mancanza di un testicolo (monorchidismo) o di
entrambi (criptorchidismo) è un serio problema ereditario che esclude il
cane dalle esposizioni e dalla riproduzione: quindi, se il cucciolo non
è ancora a posto, bisogna farsi rilasciare una garanzia dall'allevatore
che ci tuteli contro la possibilità di tali problemi.
Ricordiamo che oltre ad essere ereditario e quindi trasmissibile alla
prole, questo difetto può dare problemi al cane stesso: infatti il
testicolo ritenuto nell'addome, sottoposto a calore eccessivo, può
degenerare in tumore, e va eliminato con un'operazione chirurgica.
Il pelo del cucciolo dev'essere lucido e quasi inodore (ad esclusione
dei normali "odori di cuccia"). La presenza di una o due pulci non deve
allarmare: è quasi impossibile eliminarle tutte da una cucciolata,
specie in allevamento. Una seria infestazione, al contrario, può causare
gravi problemi di salute (anemia) ed è comunque segno di cattiva
conduzione dell'allevamento.
MASCHIO O FEMMINA?
Sul problema del sesso si sprecano dicerie e credenze infondate. Prima
di scegliere, quindi, ricordate che:
a) è vero che la femmina è generalmente più dolce e docile del maschio;
b) non è vero che la femmina debba assolutamente avere almeno una
cucciolata.
c) è abbastanza vero, nel caso dell'Akita, che la differenza di taglia,
mole e sostanza può rendere la femmina più indicata alla vita di
appartamento;
d) è vero che la femmina va in calore due volte all'anno e che perde una
certa quantità di sangue (ma a questo si può ovviare con le mutandine
igieniche): è anche vero che nel periodo dell'estro attirerà parecchi
cani da tutto il circondario. Non è difficile, però, arginare l'ardore
degli spasimanti: di solito basta una severa sgridata. E comunque
l'accoppiamento richiede tempo, libertà e complessi preliminari di
corteggiamento: non si è mai sentito di un maschio che abbia coperto "al
volo" una cagna mentre il padrone la portava al guinzaglio.
e) non è vero che la cagna scappa di casa quando è in calore: non ne ha
alcun bisogno, visto che è sempre la montagna ad andare a Maometto! E'
vero invece il contrario: talora un maschio può scappare di casa se
sente l'odore di una femmina in estro (e riesce a sentirlo a chilometri
di distanza).
f) non è vero che il maschio rappresenta un investimento economico. E'
vero che alcuni riproduttori pluripremiati coprono (a pagamento) un gran
numero di femmine, e che al padrone ne deriva un buon guadagno: ma il
numero di questi fortunati soggetti è limitatissimo. La maggior parte
dei padroni di maschi deve pregare amici, parenti e conoscenti per
riuscire a far fare almeno una monta nella vita al suo cane: al
contrario, anche una femmina mediocre potrà produrre un'onesta
cucciolata all'anno, e se
il padrone si accontenta di una cifra equa potrà venderla senza grossi
problemi. Con la femmina non ci si arricchirà, ma si potrà contare su
un'entrata sicura: guadagnare con le monte di un maschio, invece, è
facile come un sei al Superenalotto.
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