IN COSTRUZIONE



RELAZIONE SUL SEMINARIO
"AGGIORNAMENTI INERENTI LA RICERCA SULLA SINDROME DI HARADA"

Il 22 e 23 settembre 2007, in occasione dell'annuale Akita Cup, ho tenuto nun seminario inerente nuovi aggiornamenti scientifici sulla sindrome di Harada. L'ho voluto dividere in tre parti:

parte prima: illustrare la malattia
parte seconda: illustrare il protocollo terapeutico
parte terza: illustrare le novità diagnostiche molecolari.

PARTE PRIMA
Esistono delle malattie che colpiscono l'Akita, le più frequenti sono la sindrome di Harada e l'Adenite Sebacea. Ovviamente la frequenz è minore ad altre patologie che colpiscono altre razze (ad esempio la displasia dell'anca nel pastore tedesco e la torsione dello stomaco nell'alano). Ciò che le accomuna è un'alterazione del sistema immunitario.
La funzione del S.I. è di proteggere l'organismo dall'aggressione di agenti esterni (biologici e non).


Foto n° 1: Unione antigene
(corpo estraneo) e anticorpo


Ciò che ne regola l'azione è il COMPLESSO MAGGIORE D'ISTOCOMPATIBILITA'.
Questo è suddiviso in due classi: Classe I e Classe II
Entrambe sono regolate dal DLA (Antigene Leucocitario Canino), il quale comprende 4 geni per entrambe le classi:
DLA -DRB1 * DLA-DQB1 * DLA-DQA1 (interesserà a noi)
Questi sono presenti nel cromosoma 12.
La causa scatenante le malattie autoimmuni è l'interruzione dell'autotolleranza, ovvero la capacità di discriminare ciò che è estraneo e quindi attaccarlo da quello non estraneo.
I fattori possibili possono essere l'età, i fattori ormonali, genetici e ambientali.

LA SINDROME DI HARADA

E' una malattia immunomediata dell'occhio e della cute, è debilitante in quanto porta a una cecità mono e/o bilaterale. I sintomi principali che la contraddistinguono sono una depigmentazione della cute e un'uveite bilaterale. Tuttavia esiste una variante umana che colpisce soprattutto i popoli orientali con sintomi simili, ma con la presenza di alterazioni del sistema uditivo e delle meningi.



Foto 2: Tratta da ricerca giapponese.
Inizio depigmentazione



Foto 3: Tratta dal sito francese
http://vhk.site.voila.fr
Fase visibile di depigmentazione avanzata



Foto 4:
Rey con perdita di peso
E cecità completa



Prevede:
Uso orale (pastiglie) e topico (colliri) di corticosteroidi, la cui funzione è ridurre lo stato infiammatorio
Immunosoppressori che controllano e regolano il sistema immunitario
Atropina riduce la pressione dell'occhio
Questa terapia ha dei limiti in quanto non porta a guarigione il soggetto, ma riduce solo il progredire della malattia, per questo motivo è importante il valore della prevenzione.
Appurato che l'eziologia (l'origine, la causa scatenante) è sconosciuta è importante, innanzitutto individuare le cause:
E' legata al mantello?
E' una mutazione?
E' multifattoriale?
E' ambientale?
E' legata alle vaccinazioni?
In nostro aiuto arrivano le TECNICHE MOLECOLARI che, attraverso le analisi del DNA (acido nucleico, contiene l'informazione della vita) individuano le possibili origini scatenanti di certe malattie.


IMMAGINE DI DNA

Prima di continuare sarebbe opportuno avere un'onfarinatura di certi termini tecnici:
CROMOSOMA: materiale genetico della cellula, organizzato in strutture lineari
GENE: sequenza nucleatidica che caratterizza un individuo
LOCUS: sito specifico di un gene. Localizzati sul cromosoma
ALLELE: forme alternative di un gene
Una tecnica utilizzata è la PCA (Polimerasi Chain Reaction), da un segmento di DNA attraverso dei cicli si ottengono molteplici copie del frammento stesso.

Un recente studio americano ha individuato la variante allelica
responsabile della malattia:
DLA-DQA1*00201
Vennero "utilizzati" 30 Akita americani: 15 malati, 10 portatori e 5 sani. Da questi venne prelevato un campione biologico (saliva), e isolato successivamente il DNA. Il passo successivo fu preparare il DNA per la PCA.

RISULTATI
La diffusione della malattia non è determinata da un'area geografica specifica.
Colpisce Akita Giapponesi e Akita Americani
Per il momento DLA-DQA1*00201 non è indicatore assoluto della malattia

CONCLUSIONI
Questo studio è molto interessante in quanto ha individuato la variante allelica della malattia, ovviamente essendo agli inizi ha dei limiti:
questo studio è stato fatto sul cugino americano. Passo europeo sarebbe quello di vedere
      se questa variante allelica corrisponde o si avvicina al giapponese
testo non è ancora 100% affidabile

I test genetici hanno i loro vantaggi e svantaggi:
VANTAGGI:
Monitoraggio parallelo di più malattie
Studio degli accoppiamenti
Risparmio economico
Creazione di linee resistenti alle malattie, grazie soprattutto alle biotecnologie
SVANTAGGI:
Personale altamente qualificato
Attrezzature costose

Tutto questo a mio avviso è fattibile qualora i Club (Italiani, Esteri), allevatori si sedessero ad un tavolo e decidessero di standardizzare il protocollo, rendendo uguale in ogni paese il test genetico.

L'angolo della Salute a cura della      Dott.ssa Francesca Zuffolato Pischiutta




 
 
  Site Map